Memoria uditiva

  • Caricato il 28 Gennaio 2019
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Recenti studi, hanno dimostrato come un danno uditivo (ipoacusia) possa influire sulla capacità di memorizzare informazioni, comprenderle ed elaborarle in relazione alla percezione dei suoni.

La corteccia uditiva, situata nel lobo temporale, trasmette i suoni alla corteccia cerebrale, che elabora le informazioni percepite.  Di conseguenza, si può affermare che un calo uditivo è associato a un aumentato rischio di decadimento cognitivo, impedendo al soggetto, soprattutto anziano, di comprendere e memorizzare nuove informazioni. Oltre a determinare un deficit cognitivo, l’ipoacusia non corretta con l’aiuto di un supporto audioprotesico, può avere gravi effetti sulla vita psicologica e sociale. Diminuendo lo stimolo nel comprendere le parole, avviene una graduale chiusura verso il mondo esterno, fino ad arrivare all’isolamento, perdita di interessi e attività.

Osservando in termini di studi la popolazione anziana, è stato ampiamente dimostrato quanto l’ipoacusia possa incidere sul rischio di caduta e conseguente frattura del femore. L’udito, contribuisce a mantenere una postura e andatura stabili attraverso la percezione degli stimoli uditivi che aiutano ad orientarsi nello spazio.

E’ essenziale intervenire ai primi sintomi, quando rumori e suoni, che fanno parte della vita quotidiana, iniziano a non essere più distinti, come: il campanello di casa, la suoneria del cellulare o il rumore della lavatrice; oppure della vita sociale: quando a tavola, durante una normale conversazione, capiamo solo poche parole di un discorso, o mentre chiacchieriamo passeggiando in ambiente urbano, i suoni e i rumori si sovrappongono.  

In Italia, l’età media dei soggetti affetti da ipoacusia è di 74 anni, superiore a quella dei Paesi Europei. In giovane età si tende a sottovalutare l’importanza di sottoporsi a controlli in caso di disturbi, ritenendo l’apparecchio acustico una soluzione remota. Per questo, è importantissimo attivarsi ai primi sintomi. Un apparecchio acustico rappresenta un valido alleato per potenziare le prestazioni uditive. Oggi, gli apparecchi sono poco visibili, di facile gestione e riducono drasticamente il rischio di diminuire le capacità cognitive, comunicative e sociali.

 

 

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